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STELARC (1946 – Limassol, Cipro)

Stelarc, pseudonimo di Stelios Arkadiou, è un performance artist e docente cipriota naturalizzato australiano. Nel 1995 Stelarc ha ricevuto una borsa di studio triennale dalla Commissione australiana per le arti visive. Nel 1997 è stato nominato professore onorario di arte e robotica alla Università Carnegie Mellon. Fino al 2007 ha ricoperto la carica di Principal Research Fellow presso la Performance Arts Digital Research Unit alla Nottingham Trent University. Attualmente professore alla Scuola d’arte alla Brunel University, nel 2010 ha vinto il premio Ars Electronica nella categoria “arti ibride”.
Pensiero artistico: Stelarc lavora sull’artificialità del corpo intesa come territorio di sperimentazione e mezzo con cui mettere alla prova e testare i limiti della componente organica del nostro corpo. La tecnologia è vista come mezzo per amplificare l’azione corporea ed arrivare alla costruzione di un “organismo nuovo”, un cybercorpo, che, tramite la tecnologia, può allargare l’area dell’esperienza e aprire la strada verso possibilità insperate.
Quella di Stelarc è una teoria estrema: il corpo umano mostra in questo periodo i limiti del suo sistema evolutivo, le mutazioni sono necessarie per sopravvivere; il corpo umano ha smesso di adattarsi ai cambiamenti prodotti dalle cyberculture e la sua sfida è quella di rivestirlo con una pelle sintetica in grado di sopportare le mutazioni esterne e di adattarsi ad esse, un corpo al cui interno funzionano tecno – organi. Questo corpo biologico fatto di carne e sangue, organi e umori, è divenuto ormai obsoleto e necessita, per la sua sopravvivenza, di protesi e innesti tecnologici estremamente avanzati. Il corpo così com’è non è più in grado di vivere adeguatamente una realtà che si sta evolvendo a velocità incontrollabili. È necessario quindi, secondo Stelarc, iniziare a pensare al corpo come a una struttura componibile, pronta ad ospitare al proprio interno innesti tecnologici che possano operare, agire, evolversi autonomamente, sostituendosi ad organi imperfetti, spesso malfunzionanti e comunque destinati al decadimento fisiologico. Il corpo, nelle performance di Stelarc, si fa quindi oggetto di riprogettazione, di sperimentazione tecnologica, viene programmato per modificare la sua struttura. La sua poetica artistica è uno specchio degli immaginari della nostra epoca ed è possibile vedere concretamente realizzate le tendenze ibridanti e mutanti che hanno animato tanta letteratura del nostro secolo (come il cyberpunk) e preparare la nostra mente al mutamento dei corpi cui le tecnologie ci stanno progressivamente portando.

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