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BENVENUTI!

Dopo un tempo insolito, del tutto inaspettato – il tempo di corona virus – dominato da chiusure e isolamento, e da straordinarie incertezze per quanto attiene a una qualsiasi potenzialità progettuale, ecco che finalmente riaperture e ripresa operativa consentono di riparlare concretamente di ROBOTICS, Festival di Arte e Robotica e altre Tecnologie. Un Festival, alla sua seconda edizione, nato con l’intento di esplorare la cultura della IV Rivoluzione Industriale fondata sull’integrazione delle principali nuove tecnologie per l’ottimizzazione della produzione, ma nel contempo ampiamente sperimentate dagli artisti della Media-Art o Cyber-Art.

L’obiettivo è quello di promuovere un affiatamento sempre più intenso e proficuo tra arte e scienza, programmi di ricerca e residenze di artisti, in particolare presso le innumerevoli Istituzioni Scientifiche del Sistema Trieste. Perchè l’artista che pratica le tecnologie digitali sempre più si assimila al ricercatore scientifico e già numerosi esempi nel mondo testimoniano l’efficacia delle residenze artistiche presso importanti centri di ricerca internazionali come ad esempio il CERN e l’ESA. Uno degli artisti dominanti dell’ultima Biennale Veneziana, il giapponese Ryoji Ikeda (che tempo fa ha trascorso una lunga residenza al CERN) lo attesta proprio con l’opera esposta “Code.- verse 1” In essa coesistono sistemi computazionali, big-data, espressioni multisensoriali, una complessità che trascende i limiti percettivi sensoriali e mentali, il tutto tradotto in termini estetici, con l’ausilio di una nota casa di orologeria la Audemars Piguet. Cioè Sienza Tecnologia e Arte, potremmo aggiungere in questo caso anche artigianato ipersofisticato, fusi insieme sul sentiero di una ricerca senza confini.

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