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ROBOTICS, FESTIVAL DI ARTE E ROBOTICA E ALTRE TECNOLOGIE

Avviato il ciclo di Workshops- entusiasmanti, coinvolgenti, dove l’apprendimento si è incrociato ad un’intensa spinta al fare – ecco che si delineano le altre tappe del Festival. Innanzi tutto la mostra nel cuore del Science in the City Festival (ESOF) al Magazzino 27 del Porto Vecchio che si svolgerà dal 29 agosto al 6 settembre, con orario 10.00 – 22.00.

Il Gruppo78, conseguentemente al cambio di Magazzino – all’inizio era previsto il Magazzino 26, al piano terreno, da ristrutturare, ora si è passati al Magazzino 27, un enorme, dispersivo, anonimo hangar industriale, ossia un non-luogo – ha optato per una mostra personale del grande Stelarc, storico rappresentante dell’arte robotica in chiave meccatronica. Sarà presente con una
ricostruzione della grande macchina robotica Exoskeleton, creata per il corpo umano, utilizzata nell’omonima performance che risale al 1999 e poi ripresentata in successive occasioni.
Accanto all’Exoskeleton ci saranno delle maxi video-proiezioni di alcune delle sue performance più significative e più recenti a completare visivamente il quadro della sua ricerca sull’adattamento del corpo umano – in elazione alla macchina – ai tempi che cambiano, soprattutto nella prospettiva di nuovi scenari ambientali, interplanetari, per i quali il nostro corpo è obsoleto. E
cioè “Ear on Arm Surgery”, ovvero l’innesto chirurgico di un terzo orecchio nel braccio, “Ear on Arm Suspension”, Stelarc sospeso in aria con degli uncini infilzati nella pelle sopra una scultura gigantesca di un braccio con orecchio innestato, “Propel”, “ReWired/Remixed, “StickMan” “Reclining StickMan”, in una fantasmagoria illimitata nell’approccio tra un’ardita ingegneria meccanica ed elettronica e il corpo umano.
La mostra di Stelarc sarà attraversa da un Webinar con personaggi illustri come Derrik De Kerchowvw, il sociologo del mondo digitale, Rosario Sorbello, docente di robotica all’Unversità di Palermo, che ci racconterà dei più avanzati traguardi del robot androide, Barbara Mazzolai, la direttrice dell’Istituto nazionale di Tecnologia, autrice del best-seller “La natura geniale” dove
si scopre che natura e tecnologia coesistono, costituendo ini qualche modo il contrappunto teorico della ricerca artistica dell’americano Ken Rinaldo, Il celebre Denis Jaromil Rojo, il re della blockchain technology, Ken Rinaldo stesso e per concludere Stelarc che illustrerà il percorso della sua ricerca estrema e il pensiero filosofico che la sostiene.

ROBOTICS prosegue nella seconda mostra ospitata al Museo d’Arte Moderna U.Carà di Muggia con un nucleo di artisti italiani e stranieri che si cimentano in svariati approcci tecnologici – con pressanti tematiche d’attualità – pur predominando il video che semplifica, in questa edizione segnata da Corona virus, le possibilità realizzative. S’inaugura il 21 agosto e prosegue fino al 27
settembre con orario: venerdì 17.00/20,00; sabato 10,00/13,00; 17,00/20; domenica 10,00/13

Qui domina la presenza dello statunitense Ken Rinaldo con due video documentativi delle sue più recenti investigazioni: Scatter Surge Holobiome, e Opera for Dying Insects. Quest’ultimo presentato al pubblico in prima mondiale. L’artista lavora sulla natura intersecata dalla tecnologia. Una delle tendenze attuali nell’ambito robotico artistico è quella della confluenza di sistemi naturali e di sistemi tecnologici per una reciproca simbiotica evoluzione- E Ken Rinldo ne è uno dei rappresentanti più noti. Il primo video riflette sull’umanità intesa come una comunità multispecie composta da triliondi di cellule umane intrecciate simbioticamente a trilioni di microbi batterici, fungini e virali. Insieme ad acqua, luce, terra, aria, atmosfera formano un holobiont, un eco-sistema complesso e dinamico . Il secondo video è un monito verso l’apocalisse degli insetti che da un recente monitoraggio scientifico risultano diminuiti del 40% comportando un danno gravissimo all’intero eco-sistema.

Nella mostra si susseguono proposte con diverse risoluzioni tecnologiche, come quella con la blockchain Technology , guidato dall’esperto Demetrio Siragusa che con un gruppo di artisti del Gruppo78 ha tentato, nell’arco di un anno, un trasferimento in chiave blockchain dei diversi segni caratterizzanti i rispettivi linguaggi degli artisti. Con l’esemplificazione significativa di un video
dell’americana Eve Sussman : “89 Seconds Atomized”. Racconta in 89 secondi la trasformazione performativa del celebe dipinto di Velasquez “Las Meninas”. L’opera, nel concetto decentralizzato della blochchain, viene mostrata nella sua parcellizzazione per una “democratica” distribuzione della stessa a svariati collezionisti, che mettendosi d’accordo la possono poi ricostruire a piacimento. E poi c’è un video sulle proteine attaccate dal Corona Virus, di Lucia Flego in proiezione olografica, supportata da un proiettore di ultima generazione proveniente dalla Cina, che acquista una tridimensionalità impressionante.
E via via altre proposte originali quanto intense sul piano concettuale, socio-culturale come il video di Guillermo Giampietro– che si tramuterà il giorno 18 settembre in performance dal vivo, regole di contenimento permettendo – dal titolo suggestivo quanto inquietante “Comunismo robotico”. Prospetta un’ardita e al tempo stesso ironica lettura di una futura industrializzazione
robotizzata dell’esistenza umana. Il duplice intervento diArte Controformato da Cecilia Donaggio Luzzatto Fegiz, Max Jurcev, Betta Porro,allow me to access my location e Red Mediterranean, the sea in a fontain” insiste su problematiche di assoluta attualità come il concetto di tracciamento, per quanto attiene l primo lavoro, fondato sull’utilizzo dei dati personali, espansi nell’infinito contesto di big-data, per lo più a favore di governi, multinazionali, per il mercato, qui però con l’intento di riappropriarsene utilizzandoli finalmente per se stessi. Il secondo s’incentra sulla fragilità umana, concetto oggi ampiamente discusso a livello filosofico/antropologico, individuando nel corpo umano una realtà “diminuita” piuttosto che “aumentata” in relazione alle grandi calamità che affliggono il pianeta a partire dai migranti che popolano il fondo del Mediterraneo, tingendolo di rosso.
Liber Paradisus” di Elisa Zurlo, realizzato in formato panoramico per esperienza VR e adattato per lo schermo in occasione di questo Festival- allude alla trasformazione della materia opaca in pura energia. Ma allude anche ad un avvenimento storico di Bologna celebrato col nome “Liber Paradisus” di un piazza della città, la liberazione dei servi della gleba nel 1256, del tutto innovativo rispetto ai tempi. Nel video la “liberazione” avviene metaforicamente all’interno di un sincrotrone dove un corpo in movimento viene accelerato trasformandosi in particella luminosa.

Con I’m h Paola Pisani propone un’installazione/concerto random.
h è il simbolo del “quanto” d’azione, la costante fisica che rappresenta l’azione minima di un’energia per un tempo. L’opera declina questa formula scientifica in un’esperienza spirituale, dove la volontà è la costante che consente di operare una trasformazione in grado di sviluppare un cambiamento del mondo intorno a sè. Al centro del sistema, la riflessione sull’inquinamento, in particolare quello acustico.

È prevista anche la “pittura generativa” di Bogdan Soban. Ingegnere meccanico e informatico prima che artista, che nasce dalla collaborazione tra l’autore e la macchina. C’è l’”umano troppo umano” di Sara Alzetta, un mix misterioso tra umano e cyborg e c’è un’installazione interattiva REAR, che si completa con la partecipazione del pubblico, del gruppo sloveno Marko Vivoda, Karsio Hmeljak, Luka Frelih, dislocata fuori museo, alla JulietRoom Gallery di via Battisti a Muggia.

Robotics ha voluto dare spazio anche a due opere che provengono dalla Sezione MNT del Conservatorio Tartini di Trieste, un’installazione, – GEA di Mattia Piani che sonifica i movimenti tellurici e un video del gruppo Sacha Safretti, Aaron De Francheschi, Stefano D’Angelo dal titolo No Brainer, che fonde l’idea di una materia organica in evoluzione con un elemento così reale e crudo come un cervello.
Ma c’è anche un concerto al Laser, previsto per l’11 settembre, del visual/sound artist Alberto Novello, Laser Drawing, dove si vedono i suoni e si ascolta la luce. Infine, In collaborazione con l’associazione Quarantasettezeroquattro nell’ambito del Festival
InVisible Cities, il 7 settembre al teatro comunale di Gradisca d’Isonzo si esibirà il performer Kaartik in “Reduplicants”, progetto elaborato assieme al giapponese Sadam Fujioka, che ne è l’ideatore, e che si amplia in una nuova edizione “aumentata” attorno al concetto basilare del cono di luce di Minkowski. Cioè una rappresentazione espansa di spazio e tempo che coagula passato, presente e futuro.

L’esperienza di #cartolinedacasa #iorestoacasa, troverà anche un suo spazio, tramutandosi in un video, perché si è sviluppata all’interno di Robotics, aprendo un momento del tutto anomalo che ci ha portato a rispondere con un piccolo segnale artistico a una grande tragedia mai immaginata, a sostegno della Protezione civile o di altri enti impegnati ad affrontare la pandemia.

E al di sopra di tutto questo aleggia anche un open call con dead-line 1° agosto 2020 già da tempo annunciato, per giovani artisti under 35 sul tema “See the Sea Change” ossia sui cambiamenti radicali che investono il pianeta, in particolare su quelli del mare, per aumentare la consapevolezza del pubblico sul fenomeno usando i linguaggi dell’arte. Il progetto si svolge in collaborazione con OGS, Istituto Nazionale di Oceaongradia e Geofisica Sperimentale.

Scarica qui il pdf dell'invito ufficiale e prenota la tua presenza
a segreteria@g78robotics.it

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